Competenze

I Comuni esercitano, tramite le Unioni Territoriali Intercomunali (UTI), il sistema di servizi e interventi nel campo sociale e assistenziale, come  anche la funzione di programmazione locale del sistema integrato di interventi e servizi sociali (L.R. 6/2006).

L’UTI del Friuli Centrale, di cui alla L.R. 26/2014, dal 1° gennaio 2017 è l’Ente Gestore del Servizio Sociale dei Comuni (SSC) di Campoformido, Martignacco, Pagnacco, Pasian di Prato, Pavia di Udine, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Tavagnacco e Udine, secondo la convenzione approvata il 22 novembre 2012.

Il territorio del SSC dell’UTI del Friuli Centrale coincide con quello di pertinenza del Distretto Socio-Sanitario dell’A.S.U.I.U.D. di Udine e ha una popolazione di 159.627 abitanti (dato al 31.12.2016). 

L’organo di governo del SSC è l’Assemblea dell’UTI del Friuli Centrale, formata da tutti i Sindaci della stessa UTI.

Cosa fa il SSC

I Comuni del SSC, ai sensi dell’articolo 18 L.R. 6/06, esercitano in forma associata:

  • la funzione di programmazione locale del sistema integrato di interventi e servizi sociali; 
  • le attività relative alla realizzazione dei progetti del Piano di zona;
  • le attività e i servizi previsti dalla programmazione annuale e dalle specifiche normative regionali e nazionali in materia di servizi educativi ed assistenziali per minori, anziani, disabilità, Fondo per l’autonomia possibile, tutela dei minori, immigrazione, famiglia, povertà e politiche per l’inclusione sociale.

Il SSC assume progressivamente le funzioni esercitate dai singoli Comuni in materia di servizi e interventi sociali. 

I principi ispiratori

L’esercizio in forma associata di funzioni e servizi deve fare riferimento ai seguenti principi:

  • solidarietà ed equità tra i Comuni;
  • massima efficienza ed efficacia della gestione dei servizi da parte del SSC;
  • adeguatezza delle risposte ai bisogni espressi dalla comunità locale ed attenzione alle esigenze dell’utenza;
  • partecipazione e responsabilizzazione dei cittadini e delle forme associative che li rappresentano;
  • informazione e orientamento rispetto all’offerta di interventi e servizi;
  • chiara definizione dei criteri d’accesso alle prestazioni erogate dal sistema integrato;
  • standardizzazione della modulistica e delle procedure, perseguimento della loro semplificazione, eliminazione di adempimenti non necessari;
  • sviluppo di economie di scala ottimizzando le risorse economico-finanziarie, umane e strumentali;
  • promozione e valorizzazione del ruolo dei soggetti del terzo settore; 
  • costante innovazione tecnologica.